Il Consiglio Comunale è stato convocato per mercoledì 8 luglio p.v., alle ore 12,30, presso la Sala Consiliare di Piazza Garibaldi, per discutere i seguenti argomenti:
- Lavori di messa in sicurezza della Strada Statale Appia – tratto interno al Centro Abitato. Approvazione del progetto preliminare e determinazioni conseguenti;
- Esonero dal pagamento degli oneri di costruzione (oneri di urbanizzazione – costo di costruzione) per interventi edilizi nel Centro Storico;
- Ratifica Delibere di Giunta Comunale aventi ad oggetto variazioni al Bilancio 2009 per: convenzione con l’Agenzia del lavoro per tirocinio formativo di una unità con qualifica di videoterminalista presso l’Ufficio Contravvenzioni della Polizia Municipale; Piano di Zona – proroga Servizio Equipe Multidisciplinari; liquidazione oneri tecnici per istruttoria pratiche calamità naturali Anno 2003, piogge alluvionali 2003; aumento fondo di riserva; liquidazione contributi per calamità naturali Anno 2003; diverse esigenze Settore Servizi; Servizi Vari per la promozione dello Sport; assegnazione budget Sicurezza Utenze Deboli; stabilizzazione personale;
- Rinnovo convenzione con il Comune di Palagiano per la gestione congiunta del Servizio di Polizia Municipale nel territorio di Chiatona.
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Scatta il divieto di balneazione in prossimità della foce del fiume Patemisco, in prossimità di Lido Chiatona, tra i territori dei comuni di Massafra e Palagiano. A firmare l’or dinanza è stato nella serata di sabato scorso il sindaco di Massafra Martino Tamburrano, a seguito delle analisi compiute dal dipartimento di prevenzione della Asl. I tecnici della Asl hanno sollecitato l’emissione dell’or - dinanza «per la tutela della salute pubblica, richiedendo il divieto di balneazione - si legge nell’atto - sia nel fiume Patemisco, sia alla foce di questo, nonché lungo il litorale, per una distanza di 500 metri a destra e a sinistra della stessa foce», perché «è stata rilevata la presenza di solvente nelle acque di scarico del depuratore di Massafra, determinando il mal funzionamento dell’impianto e, verosimilmente, l’inquinamento delle acque di mare adiacenti alla fonte del fiume». L’ordinanza del sindaco Tamburrano non rappresenta una novità per il fiume Patemisco nel quale si verificò una preoccupante morìa di pesci nell’estate scorsa. A giugno del 2008 la foce presentava analisi positive, quindi sfavorevoli per la balneazione. Poi a luglio la situazione migliorò per ristabilirsi pienamente ad agosto e settembre. A monitorare lo stato di salute delle nostre acque è l’Arpa, con ben 16 le zone sottoposte ad analisi a Taranto, 9 a Castellaneta Marina, 7 a Maruggio, Lizzano, 6 a Pulsano, 5 a Marina di Ginosa e Leporano, 1 a Torricella. I controlli interessano in egual misura spiagge libere e lidi attrezzati e confluiscono annualmente in un rapporto redatto dai tecnici dell’a g enzia regionale per l’ambiente. I parametri di balneabilità del mare di Puglia quest’anno sono stati ampiamente superati e nella gran parte dei casi le acque pugliesi si sono aggiudicate ben tre bandierine verdi, la più alta valutazione disponibile, così come emerge dall’edizione 2009 di Water Watch, l’innovativo strumento realizzato grazie alla collaborazione di Microsoft e l’EEA, che informa i cittadini europei sullo stato delle acque in oltre 21.000 luoghi di villeggiatura di tutta Europa. Nell’ottica di offrire ai propri utenti una serie di contenuti e servizi utili che li accompagnino a 360° nella vita di tutti i giorni, MSN, il primo portale in Italia, permette di accedere a questo servizio direttamente dal proprio Canale Notizie, all’indirizzo http://it-msn.eoe.eea.europa.eu/. Il punto di forza del servizio messo a disposizione da Microsoft è la grande capacità di fare interagire gli utenti, che avranno un sistema dedicato di rating per descrivere la propria esperienza personale. Tutti i pugliesi e i turisti che visiteranno la regione, infatti, sono chiamati a dire la loro o a caricare i propri video o le proprie foto, a testimonianza dell’effettiva bellezza delle acque e della veridicità dei giudizi espressi. In questo modo non solo metteranno a disposizione degli altri utenti un patrimonio prezioso di formazioni e giudizi utili per scegliere la meta delle proprie vacanze, ma contribuiranno ad aiutare le amministrazioni locali a monitorare la salute delle proprie coste ed eventualmente a sviluppare politiche di intervento per il continuo miglioramento della loro qualità. Sempre a proposito di balneabilità del mare, su Facebook è stata lanciata nei giorni scorsi un’iniziativa finalizzata a riaprire ai bagni il lungomare di Taranto, iniziativa che culminerà il prossimo 2 agosto con la pulizia della spiaggetta accanto al Nautilus.
Prendendo spunto da uno dei più conosciuti e classici scacciapensieri:
Altro che “ Puglia migliore”.
«Una giornata storica», l’hanno definita Stefania Prestigiacomo e Nichi Vendola. Stamattina all’Ilva è stato inaugurato l’impianto a tecnologia urea che consentirà un drastico abbattimento delle emissioni di diossine. Un evento che ha visto la partecipazione di ospiti d’eccezione: oltre al ministro ed al governatore, c’erano l’assessore regionale Michele Losappio, il presidente della Provincia, Gianni Florido, il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, il sindaco di Statte, Angelo Miccoli, il direttore dell’Arpa, Giorgio Assennato. A fare gli onori di casa tutto lo stato maggiore dell’Ilva, a cominciare da Fabio Riva. Prima della cerimonia di inaugurazione c’è stato l’incontro con le maestranze dello stabilimento. L’Ilva e gli enti hanno poi sottoscritto un protocollo d’intesa che lascia ben sperare per una proficua collaborazione istituzionale. «L’ambiente non ha colori politici», hanno affermato il ministro e il governatore. Messe da parte le polemiche dei mesi scorsi, sia la Prestigiacomo che Vendola hanno sottolineato come «salute e lavoro» possono e devono coesistere. Il presidente della Regione ha parlato di «dialogo della verità» avuto in questi anni con l’azienda, a dimostrazione di quanto duro ma schietto sia stato il rapporto tra territorio, istituzioni e grande industria. E a dare testimonianza del percorso compiuto, all’esterno della direzione c’erano i volti delle battaglie condotte in questi anni: i militanti di Comitato per Taranto, Ail, Peacelink, 12 giugno, Wwf ed altri. C’era anche la famiglia Fornaro, quella dell’azienda agricola che ha pagato con l’abbattimento di 1.200 pecore la contaminazione di diossine. «Per noi — ha commentato Alessandro Marescotti — questo è un momento senz’altro positivo. A differenza degli atti di intesa degli anni passati, questa volta sono stati fissati dei limiti e degli obiettivi con delle scadenze precise. La nostra battaglia però non si ferma. Adesso vogliamo il monitoraggio in continuo delle emissioni. Vogliamo che Taranto sia la città più “controllata” e pulita d’Italia. Prendiamo esempio dalle esperienze di Casal Monferrato e di Brescia».