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Martino Tamburrano
sabato, 17 maggio 2008


 
famigliaLa Cgia di Mestre ha calcolato tra i 257 e i 950 euro l’anno il risparmio medio di alcune tipologie di famiglie italiane dopo l'abolizione dell'Ici e la detassazione degli straordinari. «Ma se vogliamo realmente rendere le buste paga ancor più pesanti – conclude l'analisi – si deve agire in altre due direzioni. In primo luogo ridurre il costo del lavoro e puntare su un vero e proprio federalismo contrattuale che lasci ampi spazi di contrattazione alle parti sociali a livello territoriale». ROMA – Detassazione degli straordinari e abolizione dell’Ici sulla prima casa porterebbero a un risparmio per famiglia che va dai 257 agli oltre 950 euro l'anno. Questi i risultati emersi in una indagine elaborata dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre a seguito delle novità preannunciate dal Governo a beneficio dei contribuenti italiani. La ricerca dell’associazione artigiani mestrina ha preso in considerazione tre tipologie differenti di nuclei familiari e differenti redditi. Il primo caso esaminato è quello di una giovane coppia di neoassunti senza figli, che abita in un appartamento di 70 metri quadrati di tipo civile con aliquota Ici al 4 x 1.000; lui è impiegato con uno stipendio netto mensile di 970 euro e fa 5 ore di straordinario al mese; lei invece operaia, percepisce uno stipendio di 905 euro netti e accumula 5 ore di straordinario. Ebbene, secondo i calcoli della Cgia di Mestre, ipotizzando una tassazione degli straordinari con aliquota al 10%, la coppia guadagnerebbe 130,9 euro l’anno; escludendo anche il pagamento dell’Ici – pari a 126,4 euro – arriverebbe ad accantonare 257,3 euro all’anno. Il tesoretto cresce quando la famiglia è formata da una coppia con due figli. La simulazione della Cgia di Mestre considera un nucleo che abita in un appartamento di 130 metri quadrati di tipo civile con aliquota al 4 x 1.000. Lui fa l’impiegato, ha uno stipendio netto di 1.405 euro e a fine mese conta 10 ore di straordinario; lei, impiegata come il consorte, ha uno stipendio mensile di 1.220 euro netti e fa 2 ore di straordinario. In questo caso l’eliminazione dell’Ici fa risparmiare 311,8 euro, e per quanto riguarda la detassazione degli straordinari ne portano a casa altri 264,9 per un totale di 576,8 euro l’anno. Infine, la terza ipotesi coinvolge una coppia con un figlio, in cui lui è un impiegato, conta su uno stipendio di 2.020 euro netti e fa 15 ore di straordinario al mese. Lei non lavora e abitano in un appartamento di 100 mq. di tipo economico con aliquota Ici al 4 x 1.000. Per chi si riconosce in questa tipologia familiare, il risparmio calcolato dall’associazione mestrina è quantificato in 84,8 euro di Ici e un aumento di 866,7 euro dovuto alla detassazione degli straordinari. Vale a dire che potrebbero avere a loro disposizione ben 951,5 euro in più l’anno. «Bene l’azzeramento dell’Ici. E sulla detassazione degli straordinari – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – non possiamo che essere soddisfatti perché si premia la produttività aziendale. Ma se vogliamo realmente rendere le buste paga ancor più pesanti – conclude – il nuovo esecutivo deve agire in altre due direzioni. In primo luogo ridurre il costo del lavoro, cosa già iniziata nelle due ultime legislature ma ancora del tutto insufficiente. In secondo luogo puntare su un vero e proprio federalismo contrattuale che lasci ampi spazi di contrattazione alle parti sociali a livello territoriale». www.lagazzettadelmezzogiorno.it

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categoria:economia
sabato, 17 maggio 2008

Doppia richiesta all'assessore regionale all'Ambiente per combattere l'effetto rincaro sui rifiuti. La risposta di Losappio: "Per coambiare le tariffe servono buoni motivi e un consorzio, che ancora non c'è.

Aiuti? Non è facile trovare fondi in Bilancio"
 Clicca e leggi Ato1

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categoria:ambiente, regione, rifiuti solidi urbani
sabato, 17 maggio 2008

In occasione della Festa di S. Leopoldo Mandic, che avrà luogo domani, domenica 18 maggio, nei pressi della omonima parrocchia, la circolazione stradale subirà alcune variazioni. In Via S. Leopoldo Mandic, nel tratto di strada compreso tra Via Venezia e Via Bari, dalle ore 14,00 alle 24,00 sarà vietata la sosta e, quando gli organi di Polizia preposti alla viabilità lo riterranno opportuno, sarà vietato il transito veicolare.

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categoria:viabilità stradale
venerdì, 16 maggio 2008


 
La struttura – nella quale lavorano circa 2000 persone – rischia la chiusura dopo interventi preventivi, riguardanti la sicurezza degli ambienti, dell'Ispettorato del lavoro e della magistratura. Il nuovo ministro della Difesa ha confermato che la Marina militare intende continuare a mantenere in attività i cantieri, effettuando gli interventi necessari.  Corteo lavoratori Arsenale Taranto ROMA - Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha confermato oggi la valenza strategica degli Arsenali della Marina Militare ai fini della sicurezza nazionale, per garantire il buon funzionamento della Flotta e, in particolare, dello Stabilimento di Taranto, parte integrante della più importante base navale italiana. Il governo, si riferisce in un comunicato della Difesa, intende perseguire una decisa politica di adeguamento dell’intero settore, all’interno della quale garantire il pieno ripristino delle condizioni operative dell’Arsenale di Taranto ove negli anni non si sono realizzate le condizioni per interventi risolutori. A tale scopo, il ministro La Russa ha anticipato i termini del mandato del Comitato Area Industrie Difesa per presentare le linee d’azione sulle quali confrontarsi con tutti i soggetti interessati per avviare una soluzione definitiva organica per l'intero settore industriale della Difesa. Nell’immediato, si spiega nel comunicato, le misure più urgenti per fronteggiare l’emergenza della sospensione delle lavorazioni industriali a Taranto, cui il nuovo Esecutivo ha messo mano con sollecitudine, prevedono di accelerare la prosecuzione del Piano già avviato dalla Marina e, in particolare, degli interventi per la messa a norma di infrastrutture ed impianti, con adeguati finanziamenti ed anche mediante procedure straordinarie e misure normative, in via di definizione. Quanto al paventato blocco delle lavorazioni, il ministro della Difesa, con prioritaria attenzione alla salvaguardia occupazionale dei lavoratori e con l’auspicio di poter effettuare gran parte delle medesime a Taranto, ha disposto la limitazione delle ridislocazioni in altre sedi, sospendendo quelle delle unità “Espero” e “De la Penne”, limitando il trasferimento, in via eccezionale, al solo sommergibile “Gazzana”, che necessita di interventi in bacino di carenaggio. Per quanto riguarda il Tavolo Istituzionale per Taranto, al quale la Difesa ha partecipato e parteciperà attivamente particolare attenzione verrà assicurata perché in tale contesto possano essere rese disponibili specifiche misure finanziarie per sostenere il piano di risanamento anche nei prossimi anni. www.lagazzettadelmezzogiorno.it



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categoria:cronaca, provincia
venerdì, 16 maggio 2008

caseSull'abolizione dell’Ici sulla prima casa scatta l’ora dei conti: quanto ci guadagnano i cittadini, quanto costa al governo e ai comuni e, soprattutto, come faranno le amministrazioni locali a compensare le minori entrate. Mentre il premier Berlusconi conferma al Senato che al Consiglio dei ministri di Napoli l’Esecutivo varerà per decreto le misure sulla sicurezza e «a sostegno dei redditi delle famiglie», sindacati, uffici studi e osservatori internazionali iniziano a sfornare cataste di numeri. In un dettagliato studio la Uil conferma che il taglio dell’ICI sulla prima casa si tradurrà in circa due miliardi di costi per le casse dello stato e in una media di un centinaio di euro in più nelle tasche delle famiglie italiane. Si tratterà infatti – secondo lo studio – di 73,35 euro a famiglia in meno che potranno arrivare a 106,50 euro per una casa accatastata in A/2 e 40,20 euro per una accatastata in A/3. Per i comuni italiani non mancheranno i guai: la Cgia di Mestre in uno studio fatto per Economy spiega che tra le prime 21 città italiane, è Trieste quella dove il gettito dell’Ici ha il peso maggiore sul totale dell’incasso comunale: con 19 milioni di euro nel 2006, l’Ici sulla prima abitazione vale il 40% esatto del gettito totale dell’Ici. Allo stesso tempo Roma sarà la città che perderà la «fetta» più importante di incassi: quasi 352 milioni su un totale di 998 (il 35,3%). Milano, che è al secondo posto, subirà invece un calo di introiti di 155,4 milioni di euro su un totale di 407 (il 38,2%) e Torino, la terza città della graduatoria, con il taglio dell’Ici sulla prima casa perderà 94,3 milioni su 250 (il 37,7%). Se poi la Uil fa comunque notare che, pur se positivo come provvedimento, quello del taglio Ici non è forse una delle priorità, dubbi di natura diversa vengono espressi dalla Cisl: «Penso che se vogliono togliere l’Ici va bene – ha detto il leader Raffaele Bonanni – ma dobbiamo essere chiari i Comuni che perdono quell'introito non devono attivare altre tasse, altrimenti è tutto inutile». Intanto Confedilizia invita il governo a considerare che gli immobili di lusso sono definiti nello loro precise caratteristiche dal D.M. 2.8.1969 e che l’impianto catastale è di tipo comparativo, per zone censuarie: immobili accatastati come «signorili» in una zona potrebbero in un’altra essere accatastati come «civili», e viceversa, in relazione alla qualità media dei fabbricati della zona, con conseguenti gravi sperequazioni da Comune a Comune. Il tutto mentre dall’Europa si attende di sapere come il governo compenserà le misure di allegerimento fiscale. Oggi anche la Bce ha ricordato ai paesi europei con alto debito, tra cui inevitabilmente si ritrova l’Italia, che quella dei conti pubblici resta una priorità e che quindi non si può scherzare con il fuoco. (ANSA)

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categoria:economia, tasse
giovedì, 15 maggio 2008

impianto_cisaLa vittoria al Tar per il calcolo del ristoro ambientale potrebbe trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Una recente sentenza del tribunale amministrativo regionale, conseguente al ricorso presentato dall’Associazione Consumatori Organizzati di Martina Franca e dal Comune di Crispiano, ha stabilito che così come è stata calcolata la tariffa dal Comune di Massafra il ristoro non è legittimo. Si tratta di un contributo che gli undici Comuni ricadenti nel bacino dell’Ato Ta/1 (Palagiano, Castellaneta Crispiano, Mottola Martina Franca, Statte, Ginosa, Laterza, Montemesola, Palagianello e Taranto) dovranno versare al Comune di Massafra in quanto sede della discarica Cisa in cui smaltiscono i rifiuti solidi urbani. Secondo i calcoli proposti dal Comune di Massafra, il cui sindaco è anche presidente dell’Ato Ta/1, Martino Tamburrano, la tariffa calcolata è nella misura del 10% del costo di smaltimento in discarica. E’ qui sta la beffa. Il costo su cui il Comune, nel febbraio scorso aveva calcolato la tariffa, è di 57 euro a tonnellata ovvero la quota che fino ad aprile le dodici amministrazioni hanno versato alla Cisa. Ma un’altra sentenza, questa volta del Consiglio di Stato, ha dato ragione alla società di smaltimento imponendo l’applicazione di una tariffa più alta, equivalente cioè a 83,73 euro a tonnellata. Stando alla sentenza del Tar ora il Comune di Massafra dovrà ricalcolare la tariffa. Ma su quale importo? Dall’Ufficio tecnico comunale l’ing. Simone Ceppaglia che sta curando tali calcoli ritiene si debba considerare la nuova quota di costo, ovvero gli 83.73 euro, sottraendo l’utile di gestione, quindi, presumibilmente su 75 euro. Il Tar, infatti, ha accolto il ricorso dell’associazione martinese e del Comune di Crispiano dichiarando l’illegittimità della delibera dell’Ato che aveva determinato il ristoro ambientale nella misura massima di legge assumendo quale parametro di riferimento l’intera tariffa di conferimento composta dalle quattro componenti: Ca (costo di ammortamento); Ce (costo di esercizio); Cc (costo di chiusura) e Cu (utile di gestione). Ma il decreto del Commissario delegato impone di determinarla sull’importo delle sole Ca, Ce e Cc. Nonostante ciò, i Comuni si potrebbero vedere gravati da un ristoro ambientale che potrebbe persino superare la quota precedente dovendolo ora calcolare sulla nuova tariffa concessa alla Cisa (83euro, meno l’utile di gestione, contro i precedenti 57 euro). Quindi, non una vittoria al Tar, ma una sconfitta nonostante la sentenza favorevole, perché, quando si è presentato il ricorso non si è previsto l’eventuale aumento del costo di smaltimento. Maria De Bartolomeo, Taranto Sera 

ATO/1 OGGI ARRIVA LOSAPPIO  Clicca e leggi  losappio

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categoria:rifiuti solidi urbani
giovedì, 15 maggio 2008

Annullo filatelico De AmicisLa scuola “Edmondo De Amicis” di Massafra festeggerà i suoi 75 anni d’istruzione primaria, domani, venerdì 16 maggio, alle 18, al Teatro comunale, con la proiezione di un filmato, realizzato da Lucia Palmisano e Giovanni Matichecchia, che documenta la storia dell’Istituto. Seguiranno gli indirizzi di saluto del sindaco di Massafra, Martino Tamburrano; dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Giandomenico Pilolli; del dirigente scolastico, Mario De Pasquale. Interverranno: l’Accademico dei Lincei, Cosimo Damiano Fonseca; il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Lucrezia Stellacci; il direttore generale dell’Ufficio scolastico provinciale, Anna Cammalleri; l’archivista per la Puglia della Soprintendenza, Maria Giuseppina D’Arcangelo; il componente Mibac, Pierfranco Bruni. Intermezzo  musicale con la pianista-soprano Maria Rosaria D’Amato e la pianista Eleonora Carone. Le celebrazioni proseguiranno venerdì 23 maggio, alle 18, presso la scuola “De Amicis”. Per l’occasione,  il designer Nicola Andreace ha realizzato il poster, il bozzetto e la cartolina su cui sarà apposto l’annullo filatelico speciale (sempre domani, all’ingresso del Teatro comunale, dalle ore 17 alle 21 a cura del locale Circolo filatelico A. Rospo in collaborazione con Poste Italiane, sezione Filatelia). In questi lavori, Andreace ha voluto valorizzare  il territorio del suo passato e delle sue radici. Ha raccontato  l’evoluzione dialettica di apprendimento effettuata nell’edificio scolastico istituzionale, inteso come ponte tra passato e presente, come documento di creatività collettiva, di senso civico, di sana emulazione, di spirito di appartenenza. Ispirandosi alla storia, allo stretto legame della scuola con il territorio, al substrato antropologico e alle sue peculiarità,  tramite immagini, simboli, colore e tecnica, l’artista ha raffigurato una tradizione universalmente nota, lunga 75 anni, e l’ha fatta assurgere a veicolo di comunicazione  del valore di decenni di stratificazioni d’insegnamento e apprendimento, a  testimone del tempo, a dignità della civiltà cittadina, ad efficace e bene augurante messaggio di promozione socio-culturale della collettività. de.picc.

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categoria:scuola, celebrazioni
mercoledì, 14 maggio 2008

tremontiL'abbattimento dell'Ici e gli sgravi fiscali sugli straordinari saranno discussi nel Consiglio dei Ministri di mercoledì prossimo. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a margine della riunione Ecofin a Bruxelles. Di Ici e straordinari "discuteremo mercoledi'", ha risposto Tremonti alle domande dei giornalisti, aggiungendo che "per quanto riguarda il decreto che faremo mercoledi' prossimo dobbiamo ancora definire le forme e i termini, ma sulla copertura penso sia meglio dirlo alle parti sociali che non a Bruxelles". (AGI)

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categoria:politica, economia, interventi e programmi
mercoledì, 14 maggio 2008

IlvaL'Ilva consentirà all'Arpa Puglia di effettuare l’attività di monitoraggio delle emissioni di diossina e pcb dal camino dell’impianto di agglomerazione. A darne notizia è l’ufficio stampa del Gruppo Riva, che ha risposto a una sollecitazione del sindaco di Taranto Ippazio Stefano. Gli accertamenti, previsti per il 26 maggio, slittano tuttavia al 9 giugno per necessità organizzative della stessa Agenzia regionale per la protezione ambientale. Le nuove rilevazioni rivestono una particolare importanza in quanto il monitoraggio del febbraio del 2008 aveva fatto emergere un incremento notevole delle sostanze cancerogene, quasi raddoppiate rispetto al giugno del 2007. L’Ilva ha poi iniziato un nuovo trattamento per la riduzione delle emissioni inquinanti e confida in una sostanziale riduzione delle emissioni già a partire dalla prossima campagna di rilevamento. www.lagazzettadelmezzogiorno.it

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categoria:ambiente
mercoledì, 14 maggio 2008

stemma_provinciaUn'azione comune delle province del sud per promuovere uno sviluppo energetico sostenibile dei territori, attraverso l’informazione, il coinvolgimento e la sensibilizzazione delle comunità rispetto alle priorità della politica energetica comunitaria, nazionale e regionale. Lo hanno stabilito oggi i presidenti delle Province della Campania, della Puglia, della Basilicata, della Calabria, della Sicilia e della Sardegna, riuniti all’Upi, l’unione delle province italiane, in un incontro promosso dal Presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello. Le province vogliono arrivare ad «Patto per le energie sostenibili» che prende le mossa dal Programma Interregionale dell’Unione Europea sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico, finanziato con i Fondi Strutturali Comunitari per il quale è capofila la Regione Puglia. Primo passo, il monitoraggio delle installazioni per la produzione di energie rinnovabili del Mezzogiorno, attraverso cui realizzare un «Atlante delle energie rinnovabili nelle Province». «Vogliamo costruire un Tavolo di Coordinamento permanente delle Province del Mezzogiorno. dovremo ridurre le emissioni del 20% per rientrare nei parametri al 2012. Questo vuol dire, tra l'altro, che c'è bisogno di promuovere e sostenere l’utilizzo delle fonti rinnovabili e di sperimentare e realizzare forme avanzate di interventi di maggiore efficienza energetica anche degli edifici pubblici». www.lagazzettadelmezzogiorno.it

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categoria:iniziative, provincia, interventi e programmi